“Charlie Challenge” è Spiritismo

charlie

Da un po’ di tempo si sta diffondendo tra i giovani e giovanissimi questo “gioco”, soprattutto per mezzo dei social network. Il gioco consiste nel porre su un foglio due matite, in modo da formare una croce e identificando i quattro quadranti così costituiti con le parole “Sì” e “No”. I partecipanti al gioco a questo punto evocano uno spirito di nome Charlie, gli pongono domande (la prima delle quali è “Charlie sei qui?”) e attendono la risposta che dovrebbe arrivare attraverso la rotazione autonoma della matita così da indicare “Sì” oppure “No”.

Tante potrebbero essere le riflessioni su questo tema, di carattere psicologico e sociale, e lo si potrebbe anche liquidare come uno dei tanti giochi che i ragazzi inventano, non dando ad esso alcun peso e attendendo che la moda passi. Potremmo anche fornire tutte le spiegazioni necessarie a giustificare i movimenti della matita, apparentemente senza causa, facendo ricorso alle fondamentali leggi della fisica.

Tuttavia riteniamo utile inquadrare questo gioco, nella sua realtà dal punto di vista della Fede, mettendo in evidenza quali sono i rischi spirituali che si celano dietro un gioco apparentemente innocuo. A tal fine diciamo subito che tale gioco è essenzialmente una tecnica di spiritismo, intendendo con questo termine quell’insieme di dottrine e tecniche di evocazione con le quali si pretende di instaurare una comunicazione sensibile con l’aldilà, con gli spiriti o anime dei defunti, per ottenere notizie e diversi aiuti. In altri termini questo gioco è una seduta spiritica a tutti gli effetti e come tale porta con sé i rischi di tale pratica.

E’ doveroso premettere che la quasi totalità dei fatti associati alle sedute spiritiche è spiegabile dalle leggi naturali, senza la necessità di ricorrere a spiegazioni di tipo preternaturale (superiori alla natura umana). E’ altrettanto doveroso però segnalare che in particolari circostanze non si può escludere un intervento di tipo preternaturale, così come ci ricorda p. Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti, che afferma: “Quando ci troviamo di fronte a fatti fuori dall’ordinario che avvengono in una cornice in cui è moralmente impossibile attribuirli a Dio, come appunto le sedute spiritiche, e che la scienza non spiega, allora c’è un altro che può essersi intromesso e del quale Gesù ci ha già avvisati: il padre della menzogna, Satana, il quale in questo modo, nascondendo la sua vera identità, camuffato sotto le vesti di un defunto [o spirito in generale, ndr], spera di poter continuare indisturbato la sua opera malefica.”

La condanna della Chiesa in merito alla magia, alle pratiche divinatorie e all’evocazione degli spiriti è da sempre chiara e senza possibilità di appello. Così il Catechismo della Chiesa Cattolica al n.2116:

“Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che svelino l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore ed il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.”

Ci sembra infine utile rimandare il lettore alla Nota Pastorale “La Chiesa e l’aldilà” della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, che ricorda: “Già nell’Antico Testamento, Dio aveva proibito l’evocazione degli spiriti dei defunti (Dt. 18, 10-14; Es. 22,17; Lv 19,31; 20, 6-27). […] Anche gli apostoli mantengono questa proibizione del NT in quanto rifiutano tutte le arti magiche (At. 3, 6-12; 16, 16-18; 19,11-21).  Il Concilio Vaticano II, che raccomanda d’invocare le anime dei beati, ricorda anche ripetutamente che il Magistero della Chiesa si è dichiarato contro ogni forma di evocazione degli spiriti (Cf. LG 49, n.148; EV 1/419). “

In conclusione, la partecipazione a questa pratica, che al minimo incentiva una malsana credenza superstiziosa, può aprire la porta a problemi molto seri e pertanto raccomandiamo di non prendervi parte, nemmeno qualora, per curiosità, ci si ponga nell’atteggiamento di considerarlo “solo un gioco”.

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